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Il ciclo del sonno

Il sonno a differenza di quanto si possa pensare non è uno stato passivo. Recenti studi hanno dimostrato che numerose cellule cerebrali aumentano la loro attività durante il sonno. L’organo che mostra le variazioni più evidenti durante il sonno è indubbiamente il cervello. Questo fenomeno è ben visibile nella fase REM. Una discreta attività mentale è comunque presente in tutte le fasi del sonno manifestandosi sotto forma di sogno, riorganizzazione di informazioni, memoria, vigilanza sull’ambiente esterno. Il cervello durante il sonno consuma le stesse quantità di glucogeno e ossigeno (le sue fonti energetiche principali) di quando si è svegli.

Il sonno è caratterizzato dal succedersi di fasi o cicli che si susseguono a intervalli più o meno regolari. Durante una normale notte di sonno si ripetono 4 – 5 cicli, ognuno diviso a sua volta in cinque stadi, di 90/100 minuti ciascuno.

Stadio 1 e 2: (50% del sonno totale) sonno leggero. Nel primo stadio l’individuo è in dormiveglia, il cervello produce onde elettriche rapide e irregolari, i muscoli si rilassano, la respirazione è lenta e regolare. Probabilmente svegliando un individuo in questo primo stadio egli sarebbe convinto di non aver affatto dormito. Nel secondo stadio le onde cerebrali sonno più ampie e vengono interrotte ripetutamente da occasionali e improvvise impennate dell’attività elettrica.

Stadio 3 e 4: (30% del sonno totale) sonno profondo. Sono le fasi più riposanti del sonno, soprattutto per il recupero delle energie fisiche. Il cervello produce onde lente ed ampie. Le persone svegliate durante questa fase non sono in grado immediatamente di orientarsi e rimangono intorpidite mentalmente per svariati minuti.

Stadio 5: (20% circa del sonno totale) sonno REM. Al termine di ognuno dei 4 stadi descritti il cervello entra in uno stato più attivo, caratterizzato da movimenti oculari rapidi (Rapid Eye Movements, da qui REM). Le onde cerebrali in questa fase sono molto simili a quelle emesse durante la veglia. I grandi muscoli (tronco, braccia, gambe) non possono muoversi mentre le dita delle mani e dei piedi possono avere degli spasmi muscolari. La respirazione è debole e rapida, agli uomini può capitare di avere erezioni parziali o complete.

Durante questa fase avviene la principale attività onirica (sogni) dell’individuo e viene ritenuta la più importante per il consolidamento cerebrale delle esperienze mentali vissute durante la giornata. Svegliandosi da un sonno REM probabilmente si sarà in grado di ricordare i sogni fatti. Come detto questa fase ricorre dopo ogni stadio di sonno. Man mano che i cicli si susseguono però questa fase REM si fa sempre più prolungata fino a raggiungere la sua massima lunghezza in ultimo ciclo, quello precedente al risveglio. E’ per questo che i sogni fatti poco prima di svegliarci si possono ricordare meglio.