Per molto tempo gli studiosi hanno affermato che la luce non ha alcun effetto sull’orologio interno dell’uomo. Negli anni settanta alcuni scienziati americani cominciarono a raccogliere dati che dimostravano come una luce intensa come quella del sole riuscisse ad influenzare i ritmi circadiani.
In un secondo momento si scoprì come anche la luce elettrica avesse degli effetti, sebbene più leggeri. I ritmi circadiani umani vengono influenzati quindi anche da luci basse come quelle delle lampade da tavolo, la grande scoperta è che basta veramente pochissima luce per influenzare i ritmi circadiani.
Ora sappiamo che l’uso serale della luce elettrica può avere un profondo effetto nell’allungare il nostro giorno biologico e nello spostare indietro le lancette degli orologi interni. Attività semplici e normali come controllare la posta elettronica o leggere, possono ingannare il nostro corpo e ritardare l’insorgere biologico della sonnolenza.
Addirittura recentissimi studi sembrano supportare l’ipotesi che anche la nostra epidermide (e non solo i nostri occhi) è sensibile all’azione di allerta della luce. La pelle quindi agirebbe sull’orologio biologico del cervello per mezzo di segnali trasportati dal sangue o inviati dai nervi.
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