Lasciamo dormire i nostri ragazzi

Oggi sappiamo che gli adolescenti necessitano di un numero di ore di sonno pari a quelle dei bambini. Nell’età adolescenziale infatti l’orologio biologico subisce dei cambiamenti. I ragazzi tendono a diventare dei veri e propri animali notturni, restano alzati fino a tardi e dormono sino a mattina inoltrata, dovuto ad uno spostamento biologico del ritmo circadiano che crea in loro un effetto di allerta proprio quando adulti e anziani sentono il bisogno di coricarsi.

In media un adolescente sente la stanchezza un’ora o due più tardi di un adulto. Questa realtà non è però assecondata dai ritmi di vita imposti agli adolescenti. In nome della loro indipendenza, a questi è permesso andare a dormire all’ora che desiderano, quindi tardi, mentre la società, inconsapevole di quanto sonno necessiterebbero, gli impone di svegliarsi presto al mattino. Il risultato di questo fenomeno è abbastanza evidente, il 53% delle persone tra i diciotto ed i ventinove anni soffre di sonnolenza diurna, questa incidenza diminuisce al 33% tra gli ultratrentenni.

Una indagine realizzata nel 2000 da un istituto americano specializzato affermava che il 72% delle persone tra i diciotto ed i ventiquattro anni dichiarava di aver guidato l’anno precedente in condizioni di sonnolenza. Ecco perché i giovani muoiono più in incidenti causati dalla stanchezza che dall’alcool. La mattina presto per un adolescente è pertanto anche il momento meno favorevole all’apprendimento. Alcune università americane in base a queste rilevazioni hanno ritardato l’inizio delle lezioni di un’ora ottenendo così un enorme beneficio in termini di attenzione, di comportamento e di risultati scolastici dei propri allievi.