Insonnia nei bambini

Chi ha sofferto d’insonnia nella prima infanzia secondo le statistiche sembra più esposto a disturbi comportamentali come l’aggressività o l’iperattività. Conseguenze di un cattivo sonno sono la difficoltà a trovare e mantenere la concentrazione, elevata probabilità di microsonni notturni e alta percentuale di un’alterazione del rapporto madre-figlio (poiché solitamente sono le madri a prendersi carico dei disturbi notturni dei bambini). I disturbi del sonno di un bambino si ripercuotono, è ovvio, sui genitori. L’adulto dovrebbe preoccuparsi anche della sua salute approfittando dei momenti in cui il bambino dorme per riposare a sua volta senza invece approfittarne per altre faccende. Ricordiamo che l’astinenza dal giusto riposo è una delle cause della depressione post-parto di molte mamme.

I genitori possono fare molto per educare ad una “igiene del sonno”. Occorrerebbe imparare a mettere nella culla il bambino ancora sveglio sistemandogli accanto un oggetto che lo aiuti ad addormentarsi. Così facendo il bambino assocerà il letto ed il giocattolo al momento del dormire.

MANGIARE: Nel corso della serata prima di andare a dormire il bambino deve consumare un pasto soddisfacente perché la fame è acerrima nemica del sonno. Tra le sostanze sconsigliate perché “eccitanti” vi è anche il cioccolato in quanto contiene una certa percentuale di caffeina. Riducete per quanto possibile la quantità di liquidi somministrata nella serata e durante la notte, sentirsi bagnati o il bisogno di fare pipì interrompono il sonno.

LETTO: E’ inoltre sconsigliato che il bambino si addormenti in braccio o comunque in un luogo diverso da quello nel quale si sveglierà, il posto sconosciuto solleciterà in lui il desiderio di essere rassicurato non appena sveglio. Il lettino della sua stanza è il posto ideale in cui addormentarsi e destarsi. Anche il letto deve avere dimensioni adeguate al bambino. Dormendo il bambino cerca il contatto e solitamente va ad appoggiarsi alle sbarre del lettino: è molto difficile che l’impatto con la testiera o le sponde lo svegli mentre potrebbe infastidirsi dalla mancanza di riferimenti in un letto troppo spazioso. La posizione nel letto è poco influente ma i genitori dovrebbero prediligere quella adagiata su un fianco.

ABITUDINI: Meglio la voce dei genitori, più rassicurante di certo dei vari carillon o ninne nanne meccaniche. Sarà importante anche stabilire un rituale del sonno, una successione di gesti e consuetudini che si ripetono nei momenti antecedenti il riposo. Sono da evitare nelle ore serali attività che stimolino il bambino a correre saltare ballare così come si dovrà prestare attenzione a legare il dormire a una sorta di castigo con frasi del tipo “ se continui così ti metto a dormire!”.

RISVEGLI NOTTURNI: In caso di risveglio notturno l’adulto dovrebbe cercare di interagire il meno possibile con il piccolo e di non stimolarlo. Non è scontato inoltre che il bambino debba essere per forza rifocillato una volta sveglio, anzi questa potrebbe diventare ben presto una cattiva abitudine. Per la riduzione dei risvegli notturni vale la cosiddetta “estinzione graduale”. Non bisognerà infatti precipitarsi al primo strillo, la prima volta aspettate mezzo minuto , la seconda un minuto intero e via via così facendo raggiungerete il vostro obiettivo in breve tempo. Prima dei due anni e senza una precisa prescrizione del pediatra è bene che al bambino non venga somministrato alcun tipo di farmaco o medicina naturale. Seguendo questi consigli dettati dal buon senso migliorerà sensibilmente il sonno e la salute del bimbo e dei suoi genitori.

MATERASSO: il materasso deve sostenere il corpo rispettando la naturale inclinazione della colonna vertebrale, garantendo una temperatura corporea costante.
Prodotto consigliato: SOFFIO (clicca per approfondire).